mercoledì 2 gennaio 2013
martedì 1 gennaio 2013
Tre giorni per attraversare la Toscana ...
... e 230 km per capire che con il freddo non si scherza!
Solitamente quando si affronta un viaggio in treno, in aereo, con amici, con la fidanzata ecc... raramente si è portati a conoscere persone nuove, diciamo che si viaggia con uno stato d'animo poco propenso a nuove amicizie; viceversa quando si affronta un viaggio da soli o quando si parte con un mezzo arrangiato e poco usuale per percorrere lunghe distanze, o semplicemente con un mezzo che non rientra nella "cultura" di quel paese, incontrare persone che ti stringono la mano anche se puzzi e non ti lavi da 3 giorni, che non ti guardano come se fossi appena evasa dal manicomio del paese, che ti offrono una colazione, che hanno voglia di ascoltare la tua esperienza, che hanno voglia di condividere anche le loro esperienze passate, o che stanno affrontando un viaggio particolare, è talmente raro che appunto quando le incontri (nun te pare vero) passi delle ore con loro e a volte nasce un'amicizia, uno strano tipo di amicizia, di quelle che lega persone completamente diverse ma in grado di capirsi.
Questa estate ho avuto la fortuna di incontrare un ragazzo, Claudio Busatto, e anche se abbiamo condiviso poche ore lungo la costa tirrenica passeggiando in bici per qualche km, decidiamo di provare a vedere cosa ne usciva fuori da 3 giorni di avventura in mezzo alle colline toscane, due bici, una tenda e una specie di percorso improvvisato.
E ci sono da dire parecchie cose, tipo che abbiamo sbagliato, anche parecchie volte, che abbiamo fatto molto più di quello che ci aspettavamo, che è stata nel vero senso della parola un'avventura, che a un certo punto abbiamo dovuto abbandonare l'idea di un percorso e andare completamente da un'altra parte, che (e questo è un mio pensiero) non c'era l'attrezzatura tecnica adeguata per affrontare quella tipologia di freddo. L'ultima cosa che voglio dire è che sbagliare tutto è stata la cosa più bella di questo piccolo viaggio.
Dopo questo fiume di parole possiamo anche passare ai fatti
28/12_I giorno - Firenze/Mercatale
Un'ultima cosa prima di proseguire col racconto: quando io scrivo 53 km previsti e 70 affrontati, non è che lo scrivo perchè fa figo dire di aver fatto 17 km in più, ma perchè quando si affrontano dislivelli collinari importanti, tipo passare in continuazione da quota 50 m sopra il mare a 500 nel giro di 15 km, significa che la media in movimento (oltre al ginocchio che senti scricchiolare e pensi che possa saltare in aria da un momento all'altro e pensi ma che palle mi sono portato dietro troppa roba potevo essere più leggero, li mortacci mia la prossima volta mi compro una tenda vera e mi porto un sacco a pelo che non mi impedisce la visuale in curva ecc...) è di 10 km/h, e sticazzi direte voi, si, ma siamo in inverno e il sole tramonta alle 16.30, e voi direte ancora ma tanto c'è il crepuscolo che dura altri 30 min, si, ma in mezzo alle colline il sole quando tramonta tramonta e non c'è più nulla da fare, si rimane completamente al buio, per cui se si erano previste 4 - 5 ore di viaggio, farne altre due vuol dire viaggiare con la consapevolezza che a un certo punto vi ritroverete nel buio più totale, non è proprio il massimo.
La giornata comincia bene, il meteo è dalla nostra parte e sono previsti 3 giorni di sole. Il piano prevedeva di raggiungere in treno il più velocemente possibile Firenze, visto che io abito a Roma e Claudio a Venezia, e da li cominciare la discesa (ovviamente per niente nel senso letterale della parola) verso la provincia di Arezzo e precisamente a Mercatale Valdarno, dove Gloria, una mia amica ci aveva promesso ospitalità nel giardino di casa.
Io arrivo un ora prima di Claudio e decido di fare un salto al centro e prendere un caffè al volo prima di cominciare la pedalata da S. Maria Novella; niente di più sbagliato. Il centro era completamente intasato da turisti, tanto che l'unica foto che riesco a fare è a 10 cm dalla chiesa e si intravedono solo i marmi bianchi di Carrara e verdi di Prato, ma fidatevi è la Cattedrale di S. Maria del Fiore
Decido allora di spostarmi verso la stazione e prendere un caffè ... 2 euro ed era na ciofeca, mi sorge il dubbio che facevo prima a rimanere un stazione e fumarmi una bella sigaretta sui binari.
Il treno finalmente arriva e dopo una breve chiacchierata decidiamo di avviarci visto che erano già le 13.00 e che ci aspettavano 5 ore di viaggio. Il primo tratto per uscire da Firenze ci consente di riprendere i rapporti dall'ultima volta che ci eravamo visti, e si procede lentamente fino alla statale 222 direzione Greve in Chianti.
Posti spettacolari, immersi nella campagna e piccoli paesini dove si respira aria di caminetto già dalle 15 (e questo me la doveva dire lunga), purtroppo il tempo era talmente poco che ci siamo concessi un'unica pausa e una foto soltanto (ma non potevo passare dall'Eroica e non fare nemmeno una foto!)
La strada, sebbene le pendenze non fossero delle migliori, procede bene, sarà perchè era il primo giorno, sarà stata l'emozione della partenza, ma la stanchezza non sembrava sopraggiungere; non fosse altro che arrivati a Gaiole in Chianti l'ora era già tarda, il sole cominciava a tramontare e il freddo si faceva sentire (sembrava impossibile ma ce l'avevamo fatta, amaro montenegro, sapore vero ... NA SCHERZO!!!).
Per fortuna gli ultimi 15 km diventano improvvisamente tutti in discesa e questo ci permette di raggiungere velocemente Montevarchi a sole oramai completamente tramontato per cui visibilità pari a 0 e un freddo della madonna. E' stato comunque divertente.
Arrivati a Montevarchi, quindi a soli 8 km da Mercatale, oramai sicuri di dover affrontare solamente strade di campagna, decidiamo di fare tappa nell'unico bar del paese, tanto oramai era buio e la situazione non sarebbe cambiata, il freddo dopo la discesa ci aveva atrofizzato faccia, mani e piedi, la stanchezza era sopraggiunta, erano le 18, quindi era ovvio che ci meritassimo un aperitivo!
Due birre e due bitter campari dopo torniamo sui nostri passi, affrontando l'ultima parte di percorso ridendo e scherzando e senza più freddo (ma quello forse era merito dell'alcool a stomaco vuoto).
Mi credete se vi dico che è stata questa bellissima luna a indicarci la via per arrivare a casa di Gloria?
20 min per scattare questa foto, ma non si poteva concludere la prima tappa con una sola misera foto del cartello dell'Eroica!
Accolti come dei piccoli modelli di Indiana Jones a casa, ci viene offerta una cena da eroi e un vino da dei, oltre ore e ore di chiacchiere.
Dopo aver mangiato e bevuto fino a scoppiare ci viene offerto un posto letto dentro casa, ma noi, piccoli deficienti temerari ci sentiamo giovani e decidiamo lo stesso di montare la tenda e dormire fuori, nonostante fossimo stati avvertiti che la temperatura nella notte sarebbe scesa sotto lo zero.
Il montaggio della tenda:
A questo punto devo essere sincera e rendere merito a chi davvero ha preso di petto la situazione e ha montato la tenda, perchè io da codarda mi sono limitata a dare consigli sul montaggio da dietro la finestra avvolta dal tepore del camino: grazie Claudio e grazie Gloria (ma chi te l'ha fatto fà?)
Una volta che i due impavidi hanno terminato il lavoro mi sono avvolta in vari strati di vestiario che vi elenco qui sotto
29/12_II giorno - Mercatale/Iesa
Dicevo che volevamo arrivare all'ora di pranzo a Siena, e infatti siamo arrivati alle 14.00 giusto in tempo per non pranzare, anche perchè se il giorno prima non ci eravamo fermati a scattare fotografie a questo giro non si poteva fare la stessa cosa, i posti meritavano troppo.
Ci rendiamo conto solo a quel punto che mancavano ancora 30 km a destinazione, e decidiamo di affrettare il passo per riuscire ad arrivare in tempo, anche perchè non sapevamo esattamente dove si trovasse il campeggio e dopo aver chiamato il proprietario (un vecchio tirchione), avevamo scoperto che ci aspettava solo salita e salita e ancora salita su fino a destinazione (500 m in una riserva in mezzo ai boschi).
Chiediamo allora indicazioni al vigile che sonnecchiava in piazza del palio per uscire da Siena e imboccare la strada giusta, e infatti lui ci indica una strada che ci allontana di 5 km dalla giusta direzione, avevamo dunque guadagnato 5 km e 30 minuti di viaggio in più, tutta salute direi.
Finalmente ci vengono date le giuste indicazioni e quindi via per una salita costante di 10 km per la statale 73 da Siena a Monticiano. Ma che ve lo dico a fare? Ancora una volta tutto questo faticare è stato ricompensato dal meraviglioso paesaggio.
Distrutti ma felici arriviamo alle ultime luci del giorno al campeggio, dove veniamo accolti come i "ciclisti" da questo vecchietto che per sganciare un goccio di vino c'ha messo una vita, manco ce l'avesse regalato poi!
E meno male che Claudio aveva con se fornellino e riso in bustina, perchè altrimenti si moriva pure di fame, oltre che di freddo.

Montiamo la tenda, questa volta assieme, e poi accendiamo illegalmente il fuoco (secondo noi il vecchio non ce l'avrebbe mai permesso), anzi Claudio accende il fuoco, io mi limito a guardare essendo completamente impedita.
Come tenere un fuoco vivo:poichè la legna era umida, per accendere il fuoco c'è voluta più di mezzora, e certamente farlo spegnere non era cosa buona. Per cui Claudio mi raccomanda di stare attenta a non farlo spegnere mentre lui si allontanava qualche minuto. Appena si gira e va cade un legno dalla brace con la parte ancora accesa verso il lato che io non potevo vedere. Presa dal panico e pensando fosse un legno messo vicino al fuoco per farlo asciugare, vado sicura a mani nude e lo raccolgo, solamente dopo qualche secondo mi accorgo di aver messo l'indice destro sui carboni ardenti, lo stacco immediatamente ma il gelo mi fa da effetto anestetizzante e non sento dolore. Vi dico solo che non sento ancora la sensibilità al dito, oltre ad avere la pelle accartocciata, ma fa tanto donna vissuta questa cosa, almeno così voglio consolarmi.
Questa parentesi solo per farvi capire di quanto io sia impedita.
Per cui si cena, affamatissimi, si beve ancora per riscaldarsi e si va nuovamente a letto.
Non scrivo nuovamente l'elenco del mio vestiario notturno, ma sappiate che oltre a quello che avevo messo la sera prima ho aggiunto la giacca di "Eadessopedala" e il giaccone da neve prestatomi da Claudio; non riuscivo a muovermi.
L'indomani mattina sarebbe stata tutta avventura.
30/12_III giorno Iesa - Terme di S. Filippo ... in realtà è diventato Iesa - Grosseto
Ore 7.00 suona la sveglia, fuori sono le prime luci dell'alba, faccio finta di non sentirla. Ore 7.30 mi costringo ad alzarmi maledicendo quel dannato sacco a pelo che mi ha fatto dormire al freddo.
Claudio è già sveglio e sta passandosi la crema contro il dolore al ginocchio, il giorno prima avevamo effettivamente esagerato. Io ho fatto finta di lavarmi, dopo aver smontato la tenda che aveva i pioli ricoperti di ghiaccio, ho avuto appena il coraggio di lavarmi i denti. Tentiamo di fare in fretta per trascorrere finalmente una giornata senza correre troppo. A questo giro ce la facciamo. Alle 8.20 riusciamo a lasciare il campeggio e dirigerci verso il primo paese per fare colazione.
Dopo 3 km incontriamo il primo (e unico) bar e ci fermiamo a fare rifornimento. Circa un ora dopo ne usciremo carichi e pronti (?) per affrontare l'ultima fatica, ma non prima di aver avuto una piccola sorpresa.
Attimi di barbonismo:
visto che sotto lo zero e una nottata ghiacciata io non sono nemmeno riuscita a chiudere decentemente il sacco a pelo (avevo le mani gonfie e viola) figuriamoci se mi lavavo la faccia con l'acqua che sembrava provenire da una sorgente dello spazio. Approfitto allora di questa sosta al bar per lavarmi meglio faccia, mani, sotto ombelico (sebbene ho indossato per 3 giorni di seguito le stesse mutande) e denti. Ne esco come nuova.
Svaligiamo il posto, tra caffè, succhi di frutta, porcate al cioccolato, cornetti, bottiglie di acqua, ecc... e prima di partire vado a fumare la sigaretta rituale (visto che appena fuori dalla tenda non ce l'avevo fatta).
Dopo aver rimorchiato una tipa uscita fuori da un camion munita di accetta, che lanciava sguardi provocatori, e dopo aver resistito alla tentazione di farci dare uno strappo sulle montagne, rientro al bar e vedo che Claudio è preoccupato.
Scopriamo solo dentro il bar, guardando meglio la cartina, che per raggiungere i bagni di S. Filippo avremmo dovuto attraversare 50 km con un dislivello di 1.300 m. Che fare?
Chiediamo dentro il bar se esistesse una stazione ferroviaria in grado di portarci al di la di quella montagna, ma ci viene detto che potevamo provare a un piccolo paese chiamato Paganico, ma che di domenica era molto difficile trovare qualcosa. Decidiamo quindi di stravolgere i piani e dirigerci verso quel paese riservando la scelta di due alternative solo una volta arrivati li:
1 - trovare un treno che da li ci portasse alle terme
2 - proseguire verso Grosseto e poi prendere un treno per tornare a Roma.
Ci avviamo in direzione di Paganico e facciamo tappa alle terme di Petriolo dove io trovo un attimo di pace dal freddo riscaldandomi al sole e grazie al vapore delle terme libere e Claudio approfitta per farsi un bagno caldo. Devo assolutamente ritornare in quel posto!!!

Poi si riprende e la strada ci mostra immediatamente le sue avversità: un cartello con scritto 20% di pendenza e il ghiaccio stratificato; nulla da fare, la ruota posteriore slitta e l'unico modo per attraversare quei km in salita è a piedi.
Qualche ora dopo il sole è dalla nostra parte, la salita è (diciamo) conclusa e possiamo approfittare per fare un pausa, da qualche parte in un posto che di preciso non ha un nome.
Mi sento così tanto fricchettona che chiedo a Claudio di farmi una foto come se fossimo in un film americano country, così sui tronchi di legno, mentre in realtà c'era un pitbull di guardia alla falegnameria che minacciosamente abbaiava pensando forse che ci volessimo inculare i tronchi e scappare in bici.
Come sempre 4 chiacchiere e un po di risate e si prosegue fino a Paganico senza nessun intoppo.
Una volta arrivati decidiamo di proseguire verso Grosseto dove poi si sarebbe concluso il tutto prendendo il treno per Roma.
Saranno state le 15.00, eravamo ancora vivi e non congelati, avevamo fatto più di quello che ci eravamo promessi, avevamo visto posto bellissimi, ci eravamo fatti compagnia come se ci conoscessimo da 20 anni, avevamo avuto attimi di panico e altri di relax totale, eravamo VIVI nel senso che avevamo vissuto davvero quei giorni, ma cosa si può volere di più nella vita?
Io non ho mai provato così tanto freddo e fame come in questa vacanza, ma ne sono felice e profondamente grata. Non ho mai fatto nulla di più bello, emozionante e coinvolgente. Questa è la vita, essere soli e prendere ciò che capita, essere felici delle piccole cose e trasformarle in enormi piaceri, fumare una sigaretta sotto lo zero e sentire che ti esplodono le labbra, pedalare nel buio e nonostante il pericolo di cadere in un burrone a 500 m di altezza continuare ad andare dritti, perdersi nei boschi e ritrovare la strada, domandare indicazioni, farsi coraggio a vicenda, abbracciarsi e scoprire che non si è i soli a pesare che un mondo migliore è un mondo più semplice. Questo modo di vivere è possibile, è tangibile, è qua, dobbiamo solo volerlo. Io non riesco a trovare un modo diverso di sentire il mio modo di essere.
Grazie a Claudio per aver condiviso con me questi momenti, le cose materiali e le parole in questi 3 giorni, grazie a Gloria e Valeria per i caldi momenti di ospitalità che ci hanno riparato dalle glaciali temperature notturne e grazie a tutto quelle persone che non conosco ma che ci hanno alleggerito il cammino con uno scambio di parole, un sorriso o un saluto.
P.s.: queste le condizioni in cui abbiamo preso il treno Grosseto - Roma, nonostante abbiamo pagato il biglietto della bicicletta
Trenitalia per favore cerca di migliorare il servizio, perchè noi meritiamo di viaggiare meglio di quello che offri!!!
Solitamente quando si affronta un viaggio in treno, in aereo, con amici, con la fidanzata ecc... raramente si è portati a conoscere persone nuove, diciamo che si viaggia con uno stato d'animo poco propenso a nuove amicizie; viceversa quando si affronta un viaggio da soli o quando si parte con un mezzo arrangiato e poco usuale per percorrere lunghe distanze, o semplicemente con un mezzo che non rientra nella "cultura" di quel paese, incontrare persone che ti stringono la mano anche se puzzi e non ti lavi da 3 giorni, che non ti guardano come se fossi appena evasa dal manicomio del paese, che ti offrono una colazione, che hanno voglia di ascoltare la tua esperienza, che hanno voglia di condividere anche le loro esperienze passate, o che stanno affrontando un viaggio particolare, è talmente raro che appunto quando le incontri (nun te pare vero) passi delle ore con loro e a volte nasce un'amicizia, uno strano tipo di amicizia, di quelle che lega persone completamente diverse ma in grado di capirsi.
Questa estate ho avuto la fortuna di incontrare un ragazzo, Claudio Busatto, e anche se abbiamo condiviso poche ore lungo la costa tirrenica passeggiando in bici per qualche km, decidiamo di provare a vedere cosa ne usciva fuori da 3 giorni di avventura in mezzo alle colline toscane, due bici, una tenda e una specie di percorso improvvisato.
E ci sono da dire parecchie cose, tipo che abbiamo sbagliato, anche parecchie volte, che abbiamo fatto molto più di quello che ci aspettavamo, che è stata nel vero senso della parola un'avventura, che a un certo punto abbiamo dovuto abbandonare l'idea di un percorso e andare completamente da un'altra parte, che (e questo è un mio pensiero) non c'era l'attrezzatura tecnica adeguata per affrontare quella tipologia di freddo. L'ultima cosa che voglio dire è che sbagliare tutto è stata la cosa più bella di questo piccolo viaggio.
Dopo questo fiume di parole possiamo anche passare ai fatti
28/12_I giorno - Firenze/Mercatale
53 km previsti - 70 km affrontati
Un'ultima cosa prima di proseguire col racconto: quando io scrivo 53 km previsti e 70 affrontati, non è che lo scrivo perchè fa figo dire di aver fatto 17 km in più, ma perchè quando si affrontano dislivelli collinari importanti, tipo passare in continuazione da quota 50 m sopra il mare a 500 nel giro di 15 km, significa che la media in movimento (oltre al ginocchio che senti scricchiolare e pensi che possa saltare in aria da un momento all'altro e pensi ma che palle mi sono portato dietro troppa roba potevo essere più leggero, li mortacci mia la prossima volta mi compro una tenda vera e mi porto un sacco a pelo che non mi impedisce la visuale in curva ecc...) è di 10 km/h, e sticazzi direte voi, si, ma siamo in inverno e il sole tramonta alle 16.30, e voi direte ancora ma tanto c'è il crepuscolo che dura altri 30 min, si, ma in mezzo alle colline il sole quando tramonta tramonta e non c'è più nulla da fare, si rimane completamente al buio, per cui se si erano previste 4 - 5 ore di viaggio, farne altre due vuol dire viaggiare con la consapevolezza che a un certo punto vi ritroverete nel buio più totale, non è proprio il massimo.La giornata comincia bene, il meteo è dalla nostra parte e sono previsti 3 giorni di sole. Il piano prevedeva di raggiungere in treno il più velocemente possibile Firenze, visto che io abito a Roma e Claudio a Venezia, e da li cominciare la discesa (ovviamente per niente nel senso letterale della parola) verso la provincia di Arezzo e precisamente a Mercatale Valdarno, dove Gloria, una mia amica ci aveva promesso ospitalità nel giardino di casa.
Io arrivo un ora prima di Claudio e decido di fare un salto al centro e prendere un caffè al volo prima di cominciare la pedalata da S. Maria Novella; niente di più sbagliato. Il centro era completamente intasato da turisti, tanto che l'unica foto che riesco a fare è a 10 cm dalla chiesa e si intravedono solo i marmi bianchi di Carrara e verdi di Prato, ma fidatevi è la Cattedrale di S. Maria del FioreDecido allora di spostarmi verso la stazione e prendere un caffè ... 2 euro ed era na ciofeca, mi sorge il dubbio che facevo prima a rimanere un stazione e fumarmi una bella sigaretta sui binari.
Posti spettacolari, immersi nella campagna e piccoli paesini dove si respira aria di caminetto già dalle 15 (e questo me la doveva dire lunga), purtroppo il tempo era talmente poco che ci siamo concessi un'unica pausa e una foto soltanto (ma non potevo passare dall'Eroica e non fare nemmeno una foto!)
La strada, sebbene le pendenze non fossero delle migliori, procede bene, sarà perchè era il primo giorno, sarà stata l'emozione della partenza, ma la stanchezza non sembrava sopraggiungere; non fosse altro che arrivati a Gaiole in Chianti l'ora era già tarda, il sole cominciava a tramontare e il freddo si faceva sentire (sembrava impossibile ma ce l'avevamo fatta, amaro montenegro, sapore vero ... NA SCHERZO!!!).
Per fortuna gli ultimi 15 km diventano improvvisamente tutti in discesa e questo ci permette di raggiungere velocemente Montevarchi a sole oramai completamente tramontato per cui visibilità pari a 0 e un freddo della madonna. E' stato comunque divertente.
Arrivati a Montevarchi, quindi a soli 8 km da Mercatale, oramai sicuri di dover affrontare solamente strade di campagna, decidiamo di fare tappa nell'unico bar del paese, tanto oramai era buio e la situazione non sarebbe cambiata, il freddo dopo la discesa ci aveva atrofizzato faccia, mani e piedi, la stanchezza era sopraggiunta, erano le 18, quindi era ovvio che ci meritassimo un aperitivo!
Due birre e due bitter campari dopo torniamo sui nostri passi, affrontando l'ultima parte di percorso ridendo e scherzando e senza più freddo (ma quello forse era merito dell'alcool a stomaco vuoto).
Mi credete se vi dico che è stata questa bellissima luna a indicarci la via per arrivare a casa di Gloria?
20 min per scattare questa foto, ma non si poteva concludere la prima tappa con una sola misera foto del cartello dell'Eroica!
Accolti come dei piccoli modelli di Indiana Jones a casa, ci viene offerta una cena da eroi e un vino da dei, oltre ore e ore di chiacchiere.
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| Lo stato alcolico della situazione |
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| I consigli dei Toscani su cosa visitare |
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| Consultazione dei percorsi giornalieri |
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| Cazzeggio time |
Il montaggio della tenda:
A questo punto devo essere sincera e rendere merito a chi davvero ha preso di petto la situazione e ha montato la tenda, perchè io da codarda mi sono limitata a dare consigli sul montaggio da dietro la finestra avvolta dal tepore del camino: grazie Claudio e grazie Gloria (ma chi te l'ha fatto fà?)Una volta che i due impavidi hanno terminato il lavoro mi sono avvolta in vari strati di vestiario che vi elenco qui sotto
- Maglia a maniche corte
- Maglia a maniche lunghe felpata
- Maglioncino di cotone
- Plaid
- Giubbotto di piume d'oca
- Sacco a pelo (con cerniera per chiuderlo rotta, quindi con funzionalità pari ad una coperta)
l'omino della Michelin era pronto per andare a letto; ricordo solo di essere entrata in tenda, poi buio totale fino alle 7.30 dell'indomani mattina
29/12_II giorno - Mercatale/Iesa
67 km previsti - 100 km affrontati (mei cojons aggiungerei)
La mattina comincia in modo brusco: mi sveglio e recupero le scarpe fuori dalla tenda (due fette ghiacciate e completamente rigide, ci mettono 10 minuti per riprendere la forma del piede). Dopo tutti i vari passaggi mattutini (sigaretta, lavaggio, sigaretta, recupero delle attività celebrali e del lato destro facciale con i muscoli atrofizzati dal freddo, sigaretta), si fa una bella colazione tutti assieme e siamo nuovamente in forma per riprendere il viaggio, anche perchè si erano fatte le 10 e nonostante le promesse del giorno prima di partire ad un orario decente per non rischiare di arrivare nuovamente al buio, ci siamo persi un passaggio ed era nuovamente tardi.
Un saluto veloce a tutta la famiglia (gatti scrocconi che rubano il cibo in casa compresi) che sottolineo anche qui, non finirò mai di ringraziare per tutta la generosità di quella sera (era tutto ottimo e abbondante), e ci rimettiamo in marcia statale 540 direzione Siena dove prevediamo di arrivare entro l'ora di pranzo.
Piccola parentesi riflessiva:
è proprio vero che da Roma in su esiste una cultura completamente diversa verso l'uso della bicicletta. In questa occasione ce l'hanno dimostrato in tutti i bar dei piccoli paesi dove ci siamo fermati a scaldarci o chiedere indicazioni. Oltre al fatto che non ti lasciano andare fino a quando non ti hanno spiegato perfettamente la strada, poi sono curiosi di sapere dove vai, da dove vieni, che cosa hai visto, se ti piace il posto.
In particolare a Castelnovo Barardenga la barista era talmente presa nel darci spiegazioni che si è versata addosso il caffè che dovevo ancora bere e dopo aver bestemmiato qualcosa in toscano me ne ha fatto un altro mentre teneva ancora in mano la cartina.
Eravamo così tanto rilassati che nemmeno una volta abbiamo pensato di legare le biciclette a un palo prima di entrare nei bar.
In fondo anche volendo rubarle i posti erano circondati da persone la cui età media era sui 70, alcuni di loro però dicevano di essere ciclisti.
E così, sotto consiglio degli abitanti di Castelnovo decidiamo di abbandonare la statale e prendere le piccole strade provinciali per attraversare al meglio la campagna, dove scopro si trovano i vigneti di una cantina che a me piace tanto, Grillo.
In particolare a Castelnovo Barardenga la barista era talmente presa nel darci spiegazioni che si è versata addosso il caffè che dovevo ancora bere e dopo aver bestemmiato qualcosa in toscano me ne ha fatto un altro mentre teneva ancora in mano la cartina.
Eravamo così tanto rilassati che nemmeno una volta abbiamo pensato di legare le biciclette a un palo prima di entrare nei bar.
In fondo anche volendo rubarle i posti erano circondati da persone la cui età media era sui 70, alcuni di loro però dicevano di essere ciclisti.
E così, sotto consiglio degli abitanti di Castelnovo decidiamo di abbandonare la statale e prendere le piccole strade provinciali per attraversare al meglio la campagna, dove scopro si trovano i vigneti di una cantina che a me piace tanto, Grillo.
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| leggere pendenze |
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| attimi di relax |
Ci rendiamo conto solo a quel punto che mancavano ancora 30 km a destinazione, e decidiamo di affrettare il passo per riuscire ad arrivare in tempo, anche perchè non sapevamo esattamente dove si trovasse il campeggio e dopo aver chiamato il proprietario (un vecchio tirchione), avevamo scoperto che ci aspettava solo salita e salita e ancora salita su fino a destinazione (500 m in una riserva in mezzo ai boschi).
Chiediamo allora indicazioni al vigile che sonnecchiava in piazza del palio per uscire da Siena e imboccare la strada giusta, e infatti lui ci indica una strada che ci allontana di 5 km dalla giusta direzione, avevamo dunque guadagnato 5 km e 30 minuti di viaggio in più, tutta salute direi.
Finalmente ci vengono date le giuste indicazioni e quindi via per una salita costante di 10 km per la statale 73 da Siena a Monticiano. Ma che ve lo dico a fare? Ancora una volta tutto questo faticare è stato ricompensato dal meraviglioso paesaggio.
Distrutti ma felici arriviamo alle ultime luci del giorno al campeggio, dove veniamo accolti come i "ciclisti" da questo vecchietto che per sganciare un goccio di vino c'ha messo una vita, manco ce l'avesse regalato poi!
E meno male che Claudio aveva con se fornellino e riso in bustina, perchè altrimenti si moriva pure di fame, oltre che di freddo.

Montiamo la tenda, questa volta assieme, e poi accendiamo illegalmente il fuoco (secondo noi il vecchio non ce l'avrebbe mai permesso), anzi Claudio accende il fuoco, io mi limito a guardare essendo completamente impedita.
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| il gelo glaciale e il fuoco miracoloso |
Questa parentesi solo per farvi capire di quanto io sia impedita.
Per cui si cena, affamatissimi, si beve ancora per riscaldarsi e si va nuovamente a letto.
Non scrivo nuovamente l'elenco del mio vestiario notturno, ma sappiate che oltre a quello che avevo messo la sera prima ho aggiunto la giacca di "Eadessopedala" e il giaccone da neve prestatomi da Claudio; non riuscivo a muovermi.
L'indomani mattina sarebbe stata tutta avventura.
30/12_III giorno Iesa - Terme di S. Filippo ... in realtà è diventato Iesa - Grosseto
55 km previsti - 60 km affrontati
Ore 7.00 suona la sveglia, fuori sono le prime luci dell'alba, faccio finta di non sentirla. Ore 7.30 mi costringo ad alzarmi maledicendo quel dannato sacco a pelo che mi ha fatto dormire al freddo.
Claudio è già sveglio e sta passandosi la crema contro il dolore al ginocchio, il giorno prima avevamo effettivamente esagerato. Io ho fatto finta di lavarmi, dopo aver smontato la tenda che aveva i pioli ricoperti di ghiaccio, ho avuto appena il coraggio di lavarmi i denti. Tentiamo di fare in fretta per trascorrere finalmente una giornata senza correre troppo. A questo giro ce la facciamo. Alle 8.20 riusciamo a lasciare il campeggio e dirigerci verso il primo paese per fare colazione.
Dopo 3 km incontriamo il primo (e unico) bar e ci fermiamo a fare rifornimento. Circa un ora dopo ne usciremo carichi e pronti (?) per affrontare l'ultima fatica, ma non prima di aver avuto una piccola sorpresa.
Attimi di barbonismo:
visto che sotto lo zero e una nottata ghiacciata io non sono nemmeno riuscita a chiudere decentemente il sacco a pelo (avevo le mani gonfie e viola) figuriamoci se mi lavavo la faccia con l'acqua che sembrava provenire da una sorgente dello spazio. Approfitto allora di questa sosta al bar per lavarmi meglio faccia, mani, sotto ombelico (sebbene ho indossato per 3 giorni di seguito le stesse mutande) e denti. Ne esco come nuova.
Svaligiamo il posto, tra caffè, succhi di frutta, porcate al cioccolato, cornetti, bottiglie di acqua, ecc... e prima di partire vado a fumare la sigaretta rituale (visto che appena fuori dalla tenda non ce l'avevo fatta).
Dopo aver rimorchiato una tipa uscita fuori da un camion munita di accetta, che lanciava sguardi provocatori, e dopo aver resistito alla tentazione di farci dare uno strappo sulle montagne, rientro al bar e vedo che Claudio è preoccupato.
Scopriamo solo dentro il bar, guardando meglio la cartina, che per raggiungere i bagni di S. Filippo avremmo dovuto attraversare 50 km con un dislivello di 1.300 m. Che fare?
Chiediamo dentro il bar se esistesse una stazione ferroviaria in grado di portarci al di la di quella montagna, ma ci viene detto che potevamo provare a un piccolo paese chiamato Paganico, ma che di domenica era molto difficile trovare qualcosa. Decidiamo quindi di stravolgere i piani e dirigerci verso quel paese riservando la scelta di due alternative solo una volta arrivati li:
1 - trovare un treno che da li ci portasse alle terme
2 - proseguire verso Grosseto e poi prendere un treno per tornare a Roma.
Ci avviamo in direzione di Paganico e facciamo tappa alle terme di Petriolo dove io trovo un attimo di pace dal freddo riscaldandomi al sole e grazie al vapore delle terme libere e Claudio approfitta per farsi un bagno caldo. Devo assolutamente ritornare in quel posto!!!

Poi si riprende e la strada ci mostra immediatamente le sue avversità: un cartello con scritto 20% di pendenza e il ghiaccio stratificato; nulla da fare, la ruota posteriore slitta e l'unico modo per attraversare quei km in salita è a piedi.
Qualche ora dopo il sole è dalla nostra parte, la salita è (diciamo) conclusa e possiamo approfittare per fare un pausa, da qualche parte in un posto che di preciso non ha un nome.
Mi sento così tanto fricchettona che chiedo a Claudio di farmi una foto come se fossimo in un film americano country, così sui tronchi di legno, mentre in realtà c'era un pitbull di guardia alla falegnameria che minacciosamente abbaiava pensando forse che ci volessimo inculare i tronchi e scappare in bici.
Come sempre 4 chiacchiere e un po di risate e si prosegue fino a Paganico senza nessun intoppo.
Una volta arrivati decidiamo di proseguire verso Grosseto dove poi si sarebbe concluso il tutto prendendo il treno per Roma.
Saranno state le 15.00, eravamo ancora vivi e non congelati, avevamo fatto più di quello che ci eravamo promessi, avevamo visto posto bellissimi, ci eravamo fatti compagnia come se ci conoscessimo da 20 anni, avevamo avuto attimi di panico e altri di relax totale, eravamo VIVI nel senso che avevamo vissuto davvero quei giorni, ma cosa si può volere di più nella vita?
Io non ho mai provato così tanto freddo e fame come in questa vacanza, ma ne sono felice e profondamente grata. Non ho mai fatto nulla di più bello, emozionante e coinvolgente. Questa è la vita, essere soli e prendere ciò che capita, essere felici delle piccole cose e trasformarle in enormi piaceri, fumare una sigaretta sotto lo zero e sentire che ti esplodono le labbra, pedalare nel buio e nonostante il pericolo di cadere in un burrone a 500 m di altezza continuare ad andare dritti, perdersi nei boschi e ritrovare la strada, domandare indicazioni, farsi coraggio a vicenda, abbracciarsi e scoprire che non si è i soli a pesare che un mondo migliore è un mondo più semplice. Questo modo di vivere è possibile, è tangibile, è qua, dobbiamo solo volerlo. Io non riesco a trovare un modo diverso di sentire il mio modo di essere.
P.s.: queste le condizioni in cui abbiamo preso il treno Grosseto - Roma, nonostante abbiamo pagato il biglietto della bicicletta
Trenitalia per favore cerca di migliorare il servizio, perchè noi meritiamo di viaggiare meglio di quello che offri!!!
domenica 25 novembre 2012
Anniversario
Oggi è il 25 novembre 2012. Esattamente un anno fa per la prima volta mi sono resa conto che era possibile far avverare un piccolo sogno.
Un anno fa abbandonavo la certezza delle vie conosciute a Roma per percorrere la mia prima statale.
Un anno fa fuori dal raccordo raggiungevo il lago di Castel Gandolfo, ma non pensavo realmente di arrivarci; la paura (quella rimane sempre, anche se in forme diverse), è il primo blocco mentale. Ci sono paure differenti, una volta avevo paura di percorrere le strade al di fuori del raccordo, alcune anche dentro; oggi ho paura di sopravvalutare le situazioni; magari domani avrò paura di qualcos'altro.
Oggi ripercorro le stesse strade con una enorme differenza di vedute.
Oggi raggiungo la cima di Albano, pochi km da Roma, ma la cosa che ho raggiunto dista più di 3.000 km; si sono stati accumulati dallo scandirsi di due ruote in un solo anno e penso che se un anno fa la paura di fare qualcosa di nuovo fosse stata più forte della voglia di provare, questa persona che guarda dietro a km di statali senza rimpianti non sarebbe stata la stessa, perchè ha imparato a non guardare solo alle cose fatte, ma passa avanti; e questo lago sarà per me sempre ricordato come il primo scoglio, quello più grosso, è l'immagine fissa che mi fa andare avanti.
Un anno fa abbandonavo la certezza delle vie conosciute a Roma per percorrere la mia prima statale.
Un anno fa fuori dal raccordo raggiungevo il lago di Castel Gandolfo, ma non pensavo realmente di arrivarci; la paura (quella rimane sempre, anche se in forme diverse), è il primo blocco mentale. Ci sono paure differenti, una volta avevo paura di percorrere le strade al di fuori del raccordo, alcune anche dentro; oggi ho paura di sopravvalutare le situazioni; magari domani avrò paura di qualcos'altro.
Oggi ripercorro le stesse strade con una enorme differenza di vedute.
venerdì 23 novembre 2012
ProJect_Monkey # 1 - Mille modi di utilizzare una bicicletta
Avete mai sentito parlare di Michael J. Wallace?
Lui è stato definito un ciclo-artista che disegna con una bicicletta e un GPS. Ora a giudicare dalle foto delle sue "opere" potremmo benissimo pensare che si tratti di banali disegni ricopiati dall'album a colori di un bambino schizzato, e per dirla tutta, lo pensavo seriamente.
Poi un pomeriggio di sole mentre mi annoiavo dentro casa, ho pensato che avrei potuto "cercare" un disegno nella cartografia di Roma e magari se ne valeva la pena tentare di ricrearlo tramite GPS.
Il risultato paragonato alla complessità dei disegni di Michael è poco più che sufficiente, però ho avuto modo di capire quanto sia in realtà difficile ricreare un tracciato preciso, senza mai staccare la "matita" dal foglio, come quei giochi che si facevano da bambini (ai tempi della carta e non del pc), dai ... quello li che dovevi ricalcare tutti i lati di un poligono complesso senza passare due volte nello stesso punto, solo che col GPS il gioco è più difficile, non hai la visione complessiva del foglio.
Questo è il risultato
e questo è come mi sono divertita a realizzarlo
http://www.youtube.com/watch?v=lqLw6Je3Xl0&feature=youtu.be
Lui è stato definito un ciclo-artista che disegna con una bicicletta e un GPS. Ora a giudicare dalle foto delle sue "opere" potremmo benissimo pensare che si tratti di banali disegni ricopiati dall'album a colori di un bambino schizzato, e per dirla tutta, lo pensavo seriamente.
Poi un pomeriggio di sole mentre mi annoiavo dentro casa, ho pensato che avrei potuto "cercare" un disegno nella cartografia di Roma e magari se ne valeva la pena tentare di ricrearlo tramite GPS.
Il risultato paragonato alla complessità dei disegni di Michael è poco più che sufficiente, però ho avuto modo di capire quanto sia in realtà difficile ricreare un tracciato preciso, senza mai staccare la "matita" dal foglio, come quei giochi che si facevano da bambini (ai tempi della carta e non del pc), dai ... quello li che dovevi ricalcare tutti i lati di un poligono complesso senza passare due volte nello stesso punto, solo che col GPS il gioco è più difficile, non hai la visione complessiva del foglio.
Questo è il risultato
e questo è come mi sono divertita a realizzarlo
http://www.youtube.com/watch?v=lqLw6Je3Xl0&feature=youtu.be
giovedì 4 ottobre 2012
Quando la bicicletta diventa un'ossessione
Questa mattina mi trovavo in biblioteca per le solite ricerche, nulla a che vedere con la bici (starete pensando), eppure sembra che nulla riesca a frenare questa piccola ossessione ...
Svolgevo una ricerca in ambito storico, quando all'improvviso, nel buio della saletta, sotto il naso mi ritrovo questo
A molti potrà dire poco (anzi niente), per me invece questo disegno vuol dire che sto diventando pazza ... ma facciamo un passo indietro:
Circa un mese fa ho scoperto la Trionfale; stupende curve immerse nella riserva del Monte Mario.
Da quel giorno cerco di passare per quella strada ogni volta che posso ... ho pure pensato di girarci un video!!!
E oggi, che mi sono svegliata e mi sono detta: "no Ale, oggi non si pensa a nient'altro che alla ricerca, non penserai nemmeno un secondo alla bici ..." mi imbatto in questo messaggio subliminale
Lo sapete come si dice no? Se Maometto non va dalla montagna, la montagna va da lui.
Per chi fosse di Roma e non conosce la Trionfale e vuole saperne di più riporto alcuni estratti dell'articolo qui sotto:
(...) il collegmaneto rapido tra piazzale Clodio e la zona del piazzale delle Medaglie d'Oro e la conseguente realizzazione dellattesissimo parco pubblico di Monte Mario.
Questa arteria a carreggiate affiancate ma indipendenti si arrampicherà sveltamente sulla collina di Monte Mario e si immetterà nella Triofale, allargata (...) dopo 1.600 m di percorso e un dislivello di circa 80 m (...) dovevano essere rispettate non solo le condizioni ambientali - cioè che la strada non turbasse visivamente il declino della collina di Monte Mario e la valle che forma con quella del Belsito - ma che si adattasse a manufatti preesistenti (i due Casali Strozzi e il centro idrico dell'ACEA) e a quelli in costruzione (gli edifici giudiziari).
L'arteria avrà inizio proprio sulla via del Casale Strozzi: sarà formata da due carreggiate distinte, ciascuna di 7m - che nelle surve si allargano fino a 8,50 - con uno spartitraffico di 2 m e marciapiedi laterali di 1 m. L'arteria prima discenderà laggermente in rettilineo in modo da poter sottopassare il piazzale dei servizi e del transito interno verso destra e gli edifici giudiziari in costruzione, poi curverà verso destra e tornata a cielo aperto, passerà tra i due Casal Strozzi per oltrepassare la via Faravelli che delimita a nord la Città Giudiziaria. Di qui inizierà la vera e propria salita verso l'antenna di Monte Mario effettuando una stretta curva semicircolare a sinistra. Dopo aver superato, su di un viadotto di 50 m, il fondo valle tra le due colline, compirà una più ampia curca sulla destra a ridosso della scarpata dove s'incerpicano gli stretti tornanti della Trionfale (...)
Svolgevo una ricerca in ambito storico, quando all'improvviso, nel buio della saletta, sotto il naso mi ritrovo questo
A molti potrà dire poco (anzi niente), per me invece questo disegno vuol dire che sto diventando pazza ... ma facciamo un passo indietro:
Circa un mese fa ho scoperto la Trionfale; stupende curve immerse nella riserva del Monte Mario.
Da quel giorno cerco di passare per quella strada ogni volta che posso ... ho pure pensato di girarci un video!!!
E oggi, che mi sono svegliata e mi sono detta: "no Ale, oggi non si pensa a nient'altro che alla ricerca, non penserai nemmeno un secondo alla bici ..." mi imbatto in questo messaggio subliminale
Lo sapete come si dice no? Se Maometto non va dalla montagna, la montagna va da lui.
Per chi fosse di Roma e non conosce la Trionfale e vuole saperne di più riporto alcuni estratti dell'articolo qui sotto:
(...) il collegmaneto rapido tra piazzale Clodio e la zona del piazzale delle Medaglie d'Oro e la conseguente realizzazione dellattesissimo parco pubblico di Monte Mario.
Questa arteria a carreggiate affiancate ma indipendenti si arrampicherà sveltamente sulla collina di Monte Mario e si immetterà nella Triofale, allargata (...) dopo 1.600 m di percorso e un dislivello di circa 80 m (...) dovevano essere rispettate non solo le condizioni ambientali - cioè che la strada non turbasse visivamente il declino della collina di Monte Mario e la valle che forma con quella del Belsito - ma che si adattasse a manufatti preesistenti (i due Casali Strozzi e il centro idrico dell'ACEA) e a quelli in costruzione (gli edifici giudiziari).
L'arteria avrà inizio proprio sulla via del Casale Strozzi: sarà formata da due carreggiate distinte, ciascuna di 7m - che nelle surve si allargano fino a 8,50 - con uno spartitraffico di 2 m e marciapiedi laterali di 1 m. L'arteria prima discenderà laggermente in rettilineo in modo da poter sottopassare il piazzale dei servizi e del transito interno verso destra e gli edifici giudiziari in costruzione, poi curverà verso destra e tornata a cielo aperto, passerà tra i due Casal Strozzi per oltrepassare la via Faravelli che delimita a nord la Città Giudiziaria. Di qui inizierà la vera e propria salita verso l'antenna di Monte Mario effettuando una stretta curva semicircolare a sinistra. Dopo aver superato, su di un viadotto di 50 m, il fondo valle tra le due colline, compirà una più ampia curca sulla destra a ridosso della scarpata dove s'incerpicano gli stretti tornanti della Trionfale (...)
venerdì 28 settembre 2012
Rome on bike_premonizioni tecniche
Nell'immaginario cinematografico della bicicletta abbiamo già visto parecchi video ...
Abbiamo visto gente che viaggia con la propria bicicletta in giro per tutto il mondo
Abbiamo visto persone che fanno cose incredibili e che si cimentano nelle più pazze imprese, solo per vedere se saranno ancora vive
Abbiamo visto persone che chiudono gli occhi e che si emozionano pedalando nel buio cercando i propri sentimenti
Io non sono di certo una regista, e quello che c'era da raccontare, è già stato fatto
però ci voglio provare ugualmente, perchè ho bisogno di imprimere sentimenti che non appartengono a nessun altra cinepresa
Per questo la nuova impresa, vedrà complice me, ed altri ciclisti urbani, alle prese con il traffico cittadino nell'affollata e caotica capitale italiana
Non so cosa potrà uscirne fuori, ma questo video mostra i primi passi di quello che psero sarà un progetto comune per gli amanti della due ruote
martedì 4 settembre 2012
6 buoni motivi per NON acquistare “Italia in bicicletta” edito dalla Lonely Planet
Il libro dall'affascinante copertina si presta bene a vendersi. Oggi vorrei però vedere assieme perchè è vero il detto "non giudicare mai un libro dalla copertina"
1_IL
TITOLO E’ SBAGLIATO: semmai potrebbe intitolarsi “8 itinerari da percorrere in
Italia sulla bicicletta”
2_NON E’
STATO SCRITTO DA UN ITALIANO: errore fondamentale degli editori italiani è
stato quello di affidarsi ad Ellee Thalheimer, giuda cicloturistica che vive a
Portland, appunto Portland. Nulla da togliere alla bravissima Ellee, che da
sola ha girovagato sulle due ruote per il mondo, però a quanto pare in Iralia,
distratta sicuramente dal bellissimo paesaggio, ha dimenticato di considerare
alcune importanti cose di cui di seguito parleremo. Penso che lo spirito di
criticità italiano invece, avrebbe potuto evistare certe sviste.
3_MOTIVAZIONE
PERSONALE: quando ho comprato il libro, quello che mi aspettavo di trovar
scritto era per esempio, tra le tante, cosa assolutamente bisogna evitare
durante un lungo (e non a tappe staccate) viaggio, quali strade, quali
gallerie, quali inevitabili statali è possibile possano essere causa di morte
di un ciclista. Quello che invece mi trovo scritto è (e cito testuali parole) “la cosa migliore è innanzitutto
evitare gli incidenti”, grazie Ellee, non ci avevo pensato.
4_IL LIBRO COSRA E23.50 … PERCHE’?: nelle pagine di questo
viaggio immaginario, e ribadisco immaginario, è possibile trovare, elencando in
ordine
a-
una bellissima cartina dell’Italia, scala non
specificata, ma quanto vuoi che sia grande se prende per intero un foglio a4?
La potete trovare e stampare da internet, con una stampante in casa il costo
sarà molto basso, altrimenti in una comune cartolerie potrete stampare il pdf a
colori su cartoncino A4 alla modica cifra di 50 cent
b- cartografia
“dintorni di Roma”, a me sta molto a cuore, è stata una delle tappe
fondamentali che mi ha spinta a girare l’Italia in bici, ma in questa trovo
segnalate alcune vie che costeggiano i laghi e basta, o la città di Roma, e
tutto il resto? Si vede che non le sono piaciuti gli acquedotti, i tramonti
sulle colline con all’orizzonte rovine romane, le cittadine nelle quali
attraversando le statali è possibile bere un caffè in compagnia dei personaggi
del luogo, i punti all’orizzonte dove è possibile scorgere le colline umbre o
il passo litorale, non molto bello, ma sempre caro alla cultura del luogo. Però
forse sonoio che sono pignola essendo affezionata al Lazio. Esistono
sull’argomento parecchi blog nei quali potrete trovare informazioni
interessantissime scritti da persone del posto che hanno visionato bene ogni cm
di campagna romana e possono consigliarvi itinerari parecchio interessanti, il
costo di questa gita sarebbe intorno ai E7.90,
comprensivo di cartina regionale (Lazio – Abruzzo – Umbria, tre piccioni con
una fava) e gratis il blog
c- una
cartografia “Toscana”*
d- una
cartografia “il giro dell’Elba”, anche questa scaricabile in versione più
grande dal pc di casa vostra, sicuramente potrete trovare segnalate molte
strade, non solo le tre vie principali, costo dell’operazione E0,50
e- cartografia “sfida sulle alpi
apuane”, attenzione, qua possimo sfruttare una montainbike con escursione
guidata per soli 80E … alla faccia! Io credo invece si possa godere di un
ottimo paesaggio acquaistando una cartina stradale, basta una scala 1:200.000
(costo E7.90) e guardare prima il
sito della regione che ci indicherà senza dubbio, e gratis, quali sono le cose
più belle da poter ammirare
f-
cartografia
“Liguria”*
g- cartografia “le Alpi”*
h- cartografia “Milano”*
i-
paragrafo
sulle Dolomiti, contenente una cartografia confinante con L’austria, e quattro
possibili percorrenze. Attenzione, in questo piccolo spaccato sul patrimonio
dell’UNESCO sarà possibile leggere di percorrenze cha vanno dai 40 ai 70km
giornalieri, massima altezza 1.600m, queste non sono Dolomiti, questa è una
presa in giro. Avvertimento importante che viene dato è di portarsi una luce
per le gallerie … grazie ancora
j-
cartografia
“costiera Adriatica”*
k- cartografia “Marche e Umbria”, le
percorrenze indicate ci permettono di usufruire di strade che collegano
cittadine abbastanza turistiche, con un panorama abbastanza banale, perché
andarci in bicicletta quando c’è il rischio di essere investiti da un bus pieno
di turisti? E i colli dell’Umbria? E le riserve naturali? Quei bellissimi pezzi
di terra, che attraversano vigneti facendosi largo tra panorami bellissimi e alture
quasi incontaminate? E poi cosa deve andare a fare a Norcia? Insomma anche un
automobilista avrebbe saputo dirci di più. La cartina l’abbiamo già, assieme a
aquella del Lazio, quindi non dobbiamo spendere nulla
l-
“il
sud e la Sicilia ”:
cit. “la costiera Amalfitana riserva ben poco da scoprire, anzi: la cosa
migliore è approfittare delle sue eccellenti infrastrutture turistiche”. Ma
Ellee, eri troppo stanca per scrivere un buon capitolo su questo meraviglioso
pezzo d’Italia? Interi capitoli dedicati alle Alpi, quando in realtà sono delle
mete così tanto ambite da cicloturisti di tutto il mondo che non ci sarebbe
assolutamente bisogno di aggiungere altro, e sulla costiera Amalfitana scrivi
questa cosa, che punto primo non è vera e punto secondo rispecchia il profilo
del cicloturista alto borghese di 80 anni? Si presuppone anche che il
viaggiatore in bicicletta abbia come uno dei primi stimoli la consapevolezza di
un risparmio on termini economici, questo tipo di viaggiatore, il più delle
volte, è avvezzo per mentalità all’arte di arrangiarsi in qualsiasi situazione,
non viaggia con molti soldi nel portafogli (anzi a volte non ha proprio un
portafogli), ma sa bene come spenderli, a lui basta ammirare una bellissima
costiera che affaccia a precipizio su di un mare blu intenso per sentirsi
appagato, ma di certo non ha bisogno né di scoprire nuovi luoghi, né di
usufruire di infrastrutture turistiche; lui può attraversare l’intera costa
portando dietro una bottiglia di ottimo vino e un po’ di patatine, può arrivare
e sedersi immergendo i piedi nell’acqua azzurra, stare in sislenzio ad
osservare il tramonto consapevole di essere completamente libera da quelle
infrastrutture turistiche, non è forse questo lo scopo di un viaggio in
bicicletta? Bene, facendo un po’ di conti in economia, dunque la cartina della
Campania, costiera Amalfitana compresa e ben definita, E7.90
m- “Calabria”: la descrizione di
questa regione si sofferma in modo particolare alla Sila. Molti dei miei amici
calabresi, anzi tutti, mi hanno altamente sconsigliato l’attraversamento delle
montagne di questa regione, in quanto è possibile avere un incontro, non molto
piacevole, con la fauna locale, branchi di lupi, qualche serpentello, anche
bestie umane che vivono sui monti e non hanno mai visto un ciclista. Tuttavia
se si intende attraversare questa regione le alternative sono poche. Si può
tentare il suicidio come suggerisce Ellee, oppure attraversare la statale che
porta dal nord al sud, come ho fatto io sulla costiera tirrenica. Il mio
consiglio è di lasciar perdere, anche perché il rischio non viene appagato in
nessun modo. Se invece si nasce completamente pazzi, e ci sono sempre di questi
casi, si può tranquillamente comprare la solita cartina 1:200.000, in questo
caso non molto dettagliata e a volte anche sbagliata; suggerisco a questo punto
di scaricare su gps la cartina aggiornata da blogger indipendenti, la potete
trovare a questo indirizzo (http://download.gfoss.it/osm/garmin/)
assieme alla cartografia completa dell’Italia, costo dell’operazione gratuito;
oppure conviene stampare delle mini cartine da internet a prezzo di flottaggio
in A1 b/n per la cifra di E3
n- “Sicilia”: regione del sud
cicloturistica per eccellenza, in questo libro viene racchiusa tutta la sua
cultura in un unico itinerario, tra i più brutti e meno battuti e soprattutto
meno conosciuti per questo pezzo di terra, cioè l’entroterra e in gran parte la
salita dell’Etna. Se siete interessati a questo itinerario potrete accedere a
queste informazioni entrando in qualsiasi Feltrinelli della vostra città e
consultando direttamente il libro, tanto le pagine di descrizione sono appena 1
e mezza, in 10 minuti avrete appreso a memoria ogni particolare, costo
dell’operazione gratuito. Altrimenti compriamo la solita cartina se siamo
intenzionati a girare tutta quanta la regione, solito costo di E7.90
o- Cartografia “Sardegna”*
p- Tabelle climatiche delle maggiori
città, cioè Roma, Cagliari, Catania, Milano, Perugia. A cosa serve non l’ho
ancora capito, però se proprio ci serve possiamo consultare il solito sito del
meteo, ovviamente ci da anche un numero di informazioni maggiore, ed è gratuito
q- Trasporti: piccola parentesi,
sappiamo tutti quale sia la condizione del paese in cui viviamo; i mezzi di
trasporto pubblico non sempre garantiscono un servizio per le persone,
figuriamoci per le biciclette, non esiste la certezza che ciò che è applicato
oggi rimarrà uguale anche domani; tuttavia c’è chi come me non possiede una
patente o una macchina ed è costretto a sfruttare al meglio i potenti mezzi di
spostamento italiani. Per noi, che non abbiamo motivo di essere precisi con le
date e che siamo caratterizzati da una potente dose di pazienza, prendere il
treno in Italia risulta l’unica soluzione. Non credo comunque che un libro del
2010 possa indirizzarci bene su quale sia il modo migliore per viaggiare con i
mezzi in questo paese, soprattutto perchp come ben sappiamo le dinamiche
sociali in questi ultimi anni sono cambiate, molta più gente prende la bici per
spostarsi in città, i pendolari se la caricano sui treni, le persone hanno cominciato a fare del cicloturismo,
insomma ci stiamo evolvendo, forse i trasporti non stanno ancora al passo coi
tempi, ma in ogni caso l’unica cosa ragionevole da fare, se non si vogliono
avere brutte sorprese, è di andare sul sito di qualsivoglia mezzo di trasporto
e selezionare la pagina dei carichi speciali, eviteremo di ritrovarci in
condizioni di dire “oh cavolo, e ora come faccio a tornare indietro?”
r- Un paragrafo dedicato alla
manutenzione e riparazione della bicicletta. Sarò ripetitiva, ma anche questo
materiale è facilmente reperibile su internet, se siete dediti al fai da te, ma
questa è un’opzione poco consigliabile, come potrete facilmente immaginare (mi
riferisco a un pubblico che almeno una volta nella vita ha montato un mobile
ikea) ciò che è disegnato nell’immagine poche volte (se non mai) corrisponde a
quello che abbiamo di fronte, per questo esistono milioni di tutorial su
youtube sulla qualsiasi riparazione della bicicletta, basta semplicemente
guardarli bene e provare da soli. Nel caso voi siate persone socievoli, alle
quali piace scambiare quattro chiacchiere in compagnia mentre si beve un
bicchiere di vino, invece, consiglio la ciclofficina più vicina a casa, loro
sapranno dirvi come eseguire le operazioni di riparazione base di una
bicicletta, per quelle più complesse è ovvio che si ci deve affidare a un
biciclettaio in zona, a meno che non siate nella Sila (forse li non esistono
proprio). Opzione ultima, andate dal biciclettaio di fiducia, magari il
rivenditore della vostra bicicletta, e se è un bravo biciclettaio non esiterà a
spiegarvi le operazioni essenziali e tutto quello che vi serve, se non lo fa,
cambiate biciclettaio; andate sempre con un taccuino e una macchia fotografica,
così da essere preparati e ripassare comodamente i passaggi quando vorrete. In
ogni caso è altamente sconsigliato fare totale affidamento al piccolo manuale
riportato su questo libro, ve ne accorgerete quando vi si spezzerà la catena sulle
montagne della Sila e sarete da soli sfogliando con le mani fatte di grasso le
pagine bianche di questo manuale mentre sentirete da lontano un ululato poco
rassicurante.
s- Ultimo e più divertente punto è il
capitolo dedicato a “Salute e sicurezza”: qua potremo godere di qualche pagina
di puro umorismo, leggendo l’elenco delle probabili malattie a cui può andare
in contro un ciclista, per esempio vesciche, dolori al ginocchio,
intorpidimento, infezioni micotiche, calore corporeo, problemi femminili, disidratazione,
ipotermia, febbre da fieno, diarrea, giardiasi, rabbia, tetano, morsi da cani
(visto che ci avventuriamo sulla Sila), meduse, serpenti, e il meglio
“incidenti gravi, ferite con sanguinamento” nel quale paragrafo è esposto il
procedimento da eseguire in questi casi, come premere la ferita usando una
garza sterile, arrestare l’emorragia con il palmo della mano (dopo aver letto
il manuale saremo tutti chirurghi) etc…etc… Qua non do nessun consiglio, forse
l’unica cosa che mi viene in mente di fare è chiamare immediatamente
l’ambulanza e sperare di non morire prima
Potrei ancora continuare l’elenco, ma ritengo di aver scritto già abbastanza per farvi fare un’idea del contenuto di questo libro. Facendo un po’ di conti alla fine avremo E23,50 di “Italia in bicicletta” contro E35,60 di “Cartografia vera e dettagliata”. Lo so che il prezzo non è paragonabile, però considerate che con 12,10 euro in più avrete a casa l’intera cartografia d’Italia scala 1:200.000 e svariati depliant della regione, comodamente trasportabili a seconda della regione che si voglia visitare, e se andate a rilegare tutto quanto assieme avrete una bellissima enciclopedia della bicicletta, originale perché appositamente studiata da voi per voi.
Potrei ancora continuare l’elenco, ma ritengo di aver scritto già abbastanza per farvi fare un’idea del contenuto di questo libro. Facendo un po’ di conti alla fine avremo E23,50 di “Italia in bicicletta” contro E35,60 di “Cartografia vera e dettagliata”. Lo so che il prezzo non è paragonabile, però considerate che con 12,10 euro in più avrete a casa l’intera cartografia d’Italia scala 1:200.000 e svariati depliant della regione, comodamente trasportabili a seconda della regione che si voglia visitare, e se andate a rilegare tutto quanto assieme avrete una bellissima enciclopedia della bicicletta, originale perché appositamente studiata da voi per voi.
5_IL LIBRO
E’ INGOMBRANTE: per esempio facciamo il caso che la vostra vacanza preveda da 1 a 3 settimane di viaggio (o
anche più); si sa che ogni grammo in più che carichiamo sul portabagagli della
nostra bici, sorpassati i 100km ci sembrerà pesare come 1kg in più; se dovesse
presentarsi questa occasione, cosa preferireste avere con voi? Un libro che non
avete avuto il tempo di leggere perché tra lo studio o il lavoro siete stati
sempre impegnati e ora avete l’occasione di rilassarvi in tranquillità magari
sulle rive di un fiume o sulla cima di una montagna, oppure preferite leggere
un paio di pagine (perché quelle sono) sulla storia della regione che state
visitando quando poi in realtà qualsiasi nativo del luogo sarà ben felice di
raccontarvi qualcosa in merito? In realtà se fate una prova tecnica potrebbe
servire come ripiano rigido posto sulla base delle borse per poggiarvi sopra
magari il pranzo in modo che non si rovesci tra una buca e l’altra
6_LA
PRESA IN GIRO: nella copertina del libro
come sottotitolo c’è scritto “coordinate GPS / 6213 km / 95 giorni di
pedalate”; mha, ho i miei dubbi. Riguardo le coordinate, non capisco in primo
luogo il loro utilizzo, e poi che navigatore dovremmo avere, quello per auto
(con i vari come dove e perché caricarlo) forse? 95 giorni di pedalate c’è
gente che si è fatta un intero continente in 3 mesi di viaggio, mi sembra un
po’ esagerato come sottotitolo, un po’ come uno specchietto per allodole
Insomma,
di motivazioni ne potremmo trovare anche in numero maggiore, ma credo basti
soffermarsi su questi 6 punti di descrizione per renderci conto che
effettivamente con quei soldi avremmo potuto permetterci una cena fuori per due
durante il nostro viaggio in bicicletta.
Io sono
del genere di persone che se non vede non crede, per cui, anche perché non
conoscevo persone che avevano fatto questo acquisto, ho dovuto a spese mie
aggiungere questo fardello di spesa a quello che già dovevo affrontare, però
almeno non mi sono portata il fardello di peso in giro, almeno quello …
La domanda
che un po’ tutti i sognatori di viaggi si fanno è questa: è possibile partire
senza un bagaglio di conoscenza sulla materia? Esiste un libro che possa
racchiudere una conoscenza base per questa tipologia di viaggi?
A parere
mio la risposta è assolutamente NO.
Io stessa
ho provato e ho capito che per affrontare un viaggio del genere tutte le
domande tecniche trovano risposta in una ricerca internet, migliaia di blogger
scrivono ogni giorno sulle loro esperienze, e sono molto più preparati delle
guide scritte, senza contare che, al contrario di un libro scritto, loro
rispondono, anche molto volentieri, alle vostre domande.
Se invece
vi state chiedendo se sareste in grado di affrontare un viaggio del genere, c’è
solo un modo di scoprirlo, e di sicuro non sarà un libro o un blogger a
venirvelo a dire, ad ogni modo tutti possono fare questa esperienza, come chi
preferisce un ostello a un campeggio o il mare alla montagna, ognuno sarà in
grado di capire da solo quello che vuole aspettarsi da questo viaggio.
Conclusioni
di questa pessima recensione:
_Se avete meno di 80 anni siete esonerati dall’acquisto della giuda
_Se avete meno di 80 anni siete esonerati dall’acquisto della giuda
_Se in voi
alberga il vero spirito da cicloturista non avrete bisogno di una guida che vi
dica cosa andare a vedere, in bici scoprirete tutto quello che c’è da scoprire
in quella zona
_Se avete
E23.50 da parte che volete buttare ci sono dei pantaloncini da ciclista per
professionisti che possono agevolare la vostra prestazione in bicicletta
evitando irritazioni alla vostra parte posteriore
_Se infine
siete stati tanto furbi come me da comprarla potrete sempre utilizzare il
piccolo manuale del pronto soccorso per esercitarvi se si verificano piccoli
incidenti casalinghi
E
ricordate “La cosa migliore è innanzi tutto evitare gli incidenti”!
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Italian Coast to Coast from Roma to Pescara
Coast to coast 2012 from Eadessopedala on Vimeo.
"In natura un contorno non esiste, dunque la forma disegnata dall'artista non è un elemento realistico, ma una sorta di spettro"
G. De Chirico
G. De Chirico
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Io un'avventura così non l'ho mai vissuta e non credo ricapiterà mai più in tutta la mia vita, anche se spero proprio di si. Dicevo ...
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L'ho fatto di nuovo, ho comprato un biglietto per me e Tea (dopo gli ultimi 4.000km assieme in terra australiana sono riuscita a trov...
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Il silenzio usato come sostantivo, a differenza di quello che possiamo immaginare, è una parola che deriva dal latino Silentium silere , ov...
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Tutti pensano che la cosa difficile di un viaggio sia quella di comprare un biglietto per una destinazione a caso, mettere quattro cose in v...
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Perchè il fumetto ? E perchè questo fumetto? Innanzi tutto il fumetto è un semplice modo di raccontare episodi più o meno reali di quello c...
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E' curioso il fatto che questo è il primo post dove inneggio al mio buon senso della sintesi, però vabbè è capitato e quindi: Viaggi...
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Sebbene questo post abbia un titolo bruttissimo (ricordandomi l'ultima materia deludente del percorso di architettura) spero che il suo ...
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Al ferragosto di due anni fa mi trovavo nell'afosa capitale intenta a ridipingere casa, l'anno scorso ero in balia della depressione...
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La vita è piena di luoghi comuni. C'è chi rimane molto sorpreso quando dico che io i biglietti aerei li compro in agenzia. Eppure...
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... no, non sono ancora partita per l'isola di ghiaccio, ma ne ho avuto "involontariamente" un assaggio Avrò ripetuto 2....


























