Ed eccomi alla III tappa norvegese.
Sono ad Alteidet, 300 e passa km dal punto di partenza e domani sarò all'incirca a poco più di metà strada da Capo Nord.
Fortunatamente ho beccato giornate da paura, sole caldo e vento fresco (ho la faccia ustionata), spero che mantenga questo ritmo almeno per un po'.
Oggi ho cominciato ad apprezzare meglio i paesaggi del posto, finalmente un po' di montagnette serie, abbastanza serie da avere la neve sul cucuzzolo anche se di norma ci sono 19°.
Di significativo sono succede ben tre cose:
_Doccia e bucato
_Campeggio economico per la norvegia ed onesto per me (6 euro, 80 cent la doccia)
_Le API
Mi soffermo giusto un attimo sul terzo punto. A me le api non stanno antipatiche, però c'è un limite serio che bisognerebbe rispettare: non cagate il c. quando vedete che non è aria.
Se sto affrontando una salita di 7km con pendenza 15% ad una media di 10km/h con una fatica disumana per via del carico che porto sia sulla bici che sulle spalle, è mai possibile che maledette bastarde non avete nemmeno un po' di comprensione per questa poraccia?
I primi 30 minuti li passo accelerando il passo ogni qual volta viene mandata la prima in perlustrazione, mi accorgo che non serve a niente, perché queste riescono a seguirti fino ai 20 km/h (lo giuro, mai vista una cosa del genere), mi arrendo e allora le permetto di toccare la mia roba e la mando via solamente quando mi accorgo che si sta spingendo verso la mia faccia, inutile dire che non serve a niente perché 3 min dopo siamo punto e daccapo se non peggio. La stronza dopo aver perlustrato va a chiamare le altre che arrivano a gruppi da 5 a 10. Comincio ad agitarmi tanto da aver paura di finire fuori strada.
Decido che è il momento della vendetta: tiro fuori la cartina (bella grossa) e ogni qualvolta si avvicina la prima comincio ad agitarla tentando di colpire la talebana e poi scatto leggermente per non farmi riprendere. Un buon metodo perché mandata via la prima stai apposto per almeno 10 minuti, però l'ho fatto 12 ore di seguito, sono distrutta!
Domani cambio regione, sperò tanto di cambiare pure aria.
P.s.: siccome ho appreso che certi signori che si credono furbi, che dicono di compiere imprese quando invece dovrebbero rendersi conto che più che imprese le loro sono banali azioni sportive (anche se di sportivo loro come persone non hanno un gran che), scopiazzano in attesa di suggerimenti da questo blog, e invece di dire grazie se la menano tra di loro, ho deciso che non scriverò più nulla a proposito della fattiblità del percorso, così visto che sono tanto bravi possono apprezzarla meglio se è una sorpresa.
Per qualsiasi suggerimento in merito, basta contattarmi e sarò felice di aiutarvi.
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Italian Coast to Coast from Roma to Pescara
Coast to coast 2012 from Eadessopedala on Vimeo.
"In natura un contorno non esiste, dunque la forma disegnata dall'artista non è un elemento realistico, ma una sorta di spettro"
G. De Chirico
G. De Chirico
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Daje Ale continua cosi!!!
RispondiEliminaSei una Grande!!!!
P.S.:Ma nè che hai miele nei bagagli??? ;-)
la prossima volta porta porta lo scafandro...
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