giovedì 26 ottobre 2017

Tutta una vita dentro due borse

E' curioso il fatto che questo è il primo post dove inneggio al mio buon senso della sintesi, però vabbè è capitato e quindi:

Viaggiare leggeri è viaggiare scomodi. 

Può sembrare una contraddizione andare nei posti più impervi del mondo e portarsi dietro solamente il necessario.
Ciò che sembra essere necessario, il più delle volte è superfluo, ma grazie alle esperienze precedenti a lungo andare ho fatto una cernita di quello che ai miei occhi poteva sembrare di fondamentale importanza ma che alla fine dei conti si è rivelato per quello che era: uno stupido oggetto inutile; e ogni grammo in più, quando sei in salita, quando fanno 50 gradi, quando non hai da mangiare, equivale a 100kg in più.

Cosa portare o meno è sempre soggettivo. In questi anni ho visto persone che portavano dietro anche 10 libri (non c'era ancora l'e-book o quel coso che legge i libri), persone munite di tutto il necessario per cucinare un pasto gourmet, persone che per salvaguardare la schiena viaggiano con tendoni per avere uno strato impermeabile, ho visto gente viaggiare con la caffettiera, ho visto pure uno che si portava dietro un'accetta ...

Il problema è che quando viaggi da solo il peso è tutto tuo e io a volte peso meno di tutta l'attrezzatura che mi porto dietro. Se viaggi per una settimana o per quattro o addirittura per otto settimane il peso non cambia, sono tutte cose che comunque (forse) ti serviranno.

Escludendo il peso della bici (15kg più o meno compreso di borse e supporti), escludendo il peso dell'acqua e del riso (in questo viaggio 30 litri più o meno), escludendo il peso del materiale che serve a riparare un guasto (3/5 kg) tutto quello che posso portare in più sono al massimo altri 7/10kg, altrimenti non riesco a muovermi.
Sapete quanti sono 7 kg? Sono esattamente: 3 magliette, 1 pantaloncino, 1 maglione, 1 pantalone lungo, 5 paia di mutande e 5 di calzini, una saponetta per l'igiene personale e bucato, una miscroscopica asciugamano, uno spazzolino + dentifricio, un fornellino + gas + pentolino, un coltello, un giaccone, gli occhiali da vista e le lentine, un costume, una tenda, un sacco a pelo e un materassino gonfiabile. Non ce ne rendiamo mai conto fino a quando non solleviamo la borsa, e si, davvero fanno 7 kg

Tutto il resto è il superfluo, ma anche tra questo c'è dell'utile e necessario; quindi ancora facendo una cernita del superfluo non riesco a non viaggiare senza:

- il mio MP3 del 2005 (racchiude praticamente tutta la mia vita musicale. Fu il regalo di mio padre del natale 2005, molto apprezzato e inaspettato, non pensavo sapesse andavo in giro solo con le cuffiette), quando si sarà definitivamente rotto seguirà un lutto abbastanza lungo. Mi rendo conto che la stabilità mentale viene prima di ogni cosa, e stare per un lungo periodo di tempo isolati ascoltando solamente il rumore del vento è una cosa che può far diventare pazzi. Mi è capitato di rimanere senza e dopo mezza giornata ho cominciato a parlare da sola
- la mia cartina del Marocco (il cartaceo vince su tutto, la tecnologia ti viene in aiuto ma ti abbandona quando più ne hai necessità, il cartaceo no e l'ho scoperto a mie spese)
- la mia macchina fotografica della bellezza di 3 kg (altrimenti poi io i video come li faccio!!!) non la potete vedere in foto perchè la sto usando
- il diario segreto di Ale Fox (mi piace chiamarlo così perchè fa tanto Laura Palmer). E' la mia valvola di sfogo. Nel tempo ho riempito 2 intere agende (ho materiale per 5 sceneggiature e due bestsellers dal titolo: come essere impreparati alla vita e comunque sopravvivere). Qua sopra annoto tutto quello che di bello o di brutto vedo quando viaggio: sensazioni, odori, sapori, paure, aspettative; non lo leggo mai, semmai quando torno e scrivo i post cerco uno spunto, è una specie di cartina mentale, ma non mi è mai capitato di rileggere il passato, almeno non ancora. Lo prendo come un buon segno
- un pannello solare (che non so se funziona). Questo comodissimo strumento che ti permette di caricare tramite USB due dispositivi contemporaneamente, come si immagina dal nome funziona a energia solare. E' uno strumento ormai datato, quando lo cercavo io era il 2014 e tutti i commercianti di Roma mi prendevano in giro dicendo che non esisteva (ma in realtà i cari amici tedeschi lo usavano già da un decennio), adesso pare che sia l'ultimo grido, se non ce l'hai sei out (hypster vi odio). Ad ogni modo questo qua, essendo vecchiotto (oramai la tecnologia dopo 6 mesi rende obsoleto qualsiasi strumento), funziona solamente col sole a picco se ha un suo angolo preciso. Viaggiando dall'alba al tramonto è difficile beccare il sole a picco quando si ci ferma, quindi l'ho sempre utilizzando ponendolo sopra le borse anteriori o posteriori della bici a seconda di dove venisse il sole. Ecco come lo scorso anno nell'ultima tappa desertica, quando il barometro segnava 47/48 gradi alle 15 del pomeriggio, me lo sono giocata sulle borse posteriori, adesso è un pò "sciolto" diciamo, però confido nel fatto che non mi abbandoni
- un libro, possibilmente il più sottile possibile, solo una volta portai Dostoevskij, era il primo viaggio, ma io che ne sapevo! Quest'anno sarà un libro decisamente confortante: L'atomica di Kim. Una di quelle cose che ti rallegrano la giornata



non ho un portafortuna, forse dovrei, perchè la sfiga tende ad essermi amica; ma non credo molto nella fortuna; credo nelle opportunità, che se prese con lo spirito giusto, anche quando a volte ci sembra che tutto vada contro il nostro interesse, possono essere un perno, la leva e la forza la mettiamo noi

Parto dopodomani
Sono pronta? No, non lo sono mai, ma non lo sono mai stata per nessuno dei viaggi passati, il problema è che se non parto non posso mettermi in gioco, quindi alla fine parto sempre
Nessuna delle cose elencate sopra mi potrà essere utile se non viene utilizzata con la testa, per cui ognuno parte con quello che ritiene necessario.
La domanda più frequente? Ma non hai paura di viaggiare (e mi sta tremendamente antipatico chi sintetizza tutto nella parola viaggio, perchè non capisce realmente quello che c'è dietro) da sola? No, ho più paura di quello che sta succedendo nel mondo in questo momento: l'indifferenza totale della gente e la colpevolizzazione della donna vittima di qualsiasi sopruso verbale o fisico, qui a casa mia, senza andare troppo lontano.

Ci vediamo a Marrakech!

1 commento:

Italian Coast to Coast from Roma to Pescara

"In natura un contorno non esiste, dunque la forma disegnata dall'artista non è un elemento realistico, ma una sorta di spettro"

G. De Chirico

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